In un mondo in cui la comunicazione si muove rapidamente e ci rende schiavi delle informazioni, tutto diventa uniforme.
È un “uguale” che viene invocato in nome della semplicità, della vacuità dei momenti che viviamo per lasciare spazio al consumo sfrenato (Dataismo, la società del dato volta ad aumentare il consumo ndr).
Il “diverso”, il “nuovo” o semplicemente “l’altro” non ha nemmeno il tempo di essere notato prima di essere sommerso dalle tendenze.
È come vivere in un grande Panopticon (Jeremy Bentham), dove siamo tutti “controllati” inconsapevolmente e piacevolmente.
Le informazioni condivise sui social alimentano le stesse piattaforme che proporranno contenuti volti al consumo del nostro tempo e dei beni/servizi promossi.
Quindi, una visione orizzontale, piatta e monotona distrugge il senso di distinzione e diversità umana, di conseguenza di libertà.
Al contrario è una visione verticale che ci consente di fare scelte e prendere decisioni in modo diverso, unico, umano, impreciso e genuino.